Capitolo 08

8. Obiettivo 2025

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Dove staremo con la lingua sarda nel 2025? Possiamo accelerare la Riconquista? Con quali truppe condurremo l’assalto?

Facciamo prima il punto della situazione, poi creeremo i network per la diffusione del sardo in famiglia, in Sardegna e nel mondo.

Numeri

Calcoliamo il numero complessivo delle ore di studio che occorreranno alla Riconquista. I sardofoni in sensu strictu (escludendo chi parla gallurese, sassarese, algherese e carlofortino) sono attorno a 1.300.000. Usando “parlare sardo” e “capire il sardo” come discriminanti[1], abbiamo suddiviso i sardofoni nei tre gruppi S1, S2 e S3. Ipotizzavamo che S1 e S3 insieme rappresentino all’incirca il 40% (20%+20%) e gli S2 il 60%.

Abbiamo detto che la lingua sarda ha cominciato a spegnersi in vaste aree dell’Isola – oggi è indiscutibilmente meno viva che 50 anni fa. Sappiamo inoltre che una lingua dimenticata – in parte o in toto – non si riconquista con le chiacchiere. La Riconquista di una lingua richiede obbligatoriamente uno studio intenso.

Collettivamente, le cifre della Tabella 8.1 danno i capogiri: riappropriarsi della propria lingua richiederebbe ai sardi più di 100 milioni (100.000.000) di ore di studio!

 

Tabella 8.1 – Ore totali di studio per i Gruppi S1, S2 e S3.

  Persone[2] Ore di studio Totale ore
Gruppo 1 260.000 30 7.800.000
Gruppo 2 780.000 100 78.000.000
Gruppo 3 260.000 250 65.000.000
Totale 1.300.000   150.800.000

 

La Riconquista non necessiterà certo la partecipazione del 100% della popolazione, ma richiederà – sì! – l’impegno e l’entusiasmo di una buona maggioranza. Pagheremo la nostra Riconquista con più di 50.000.000 di ore di studio.

Fortunatamente, a livello individuale, questi numeri non si tradurranno mai a più di 30, 100 or 250 ore. Tuttavia, a livello di collettività, le cifre appena menzionate daranno chiare indicazioni a chi deve legiferare sulla Riconquista della lingua sarda. In particolare, la programmazione di corsi scolastici “in limba” terrà conto delle ore di studio imprescindibili (30, 100, 250 ore, rispettivamente, per i gruppi S1, S2 e S3). In ogni caso, tutte le iniziative destinate al “revival” del sardo dovranno enfatizzare l’importanza dell’autoapprendimento. Le battaglie decisive della Riconquista si giocheranno tra le quattro mura delle nostre case con free app, free libri e free audio.

Diffondiamo la lingua sarda prima tra amici e parenti, poi in Sardegna e finalmente nel mondo intero. Convincere un’isola intera di dedicarsi allo studio sarà una prima mondiale. Nessun altro popolo ha mai sostenuto tale sforzo educativo per salvaguardare la sua lingua minoritaria.

Diffusione tra amici: Il passaparola

Per diffondere SardoXSardi tra parenti e amici, date l’esempio! Iniziate il corso che è più idoneo alle vostre conoscenze (Corso S1, pagina 21; Corso S2, pagina 41; Corso S3, pagina 75). Dopo alcune settimane di studio giornaliero (!)

  • “arruolate” il maggior numero possibile di amici e parenti (10, 20, 50 o anche più persone). Spiegate loro il funzionamento dei corsi SXS e seguiteli con benevolenza e amorevolezza. Utilizzate i social per promuovere la Riconquista.

Quando i vostri “studenti” avranno preso un ritmo giornaliero con le lezioni di Robinson Crusoe o GigaSardinian,

  • insegnate loro come reclutare, a loro volta, il maggior numero possibile di persone e iniziarle allo studio del sardo.

Infine, consigliate le famiglie su come organizzare l’educazione bilingue dei loro bambini (vedi Capitolo 5, pagina 65).

Per convincere i vostri amici e parenti a studiare il sardo con GigaSardinian o Ear2Memory, usate un argomento “killer”: chi finisce il Corso S2 o S3 (pagine 41 e 75), avrà fatto suo un metodo di autoapprendimento che gli permetterà, più tardi, di imparare qualsiasi altra lingua con facilità – l’inglese, il tedesco, lo spagnolo, il francese, il cinese etc.! (Se leggete l’inglese, vi consigliamo la lettura del PDF gratuito di Ear2Memory, www.Ear2Memory.com).

Diffusione in Sardegna: Le isole SXS (iSXS)

Amici e parenti non basteranno per riconquistare la nostra lingua. Dovrete coinvolgere TUTTO il vostro paese, poi i paesi confinanti, e infine tutti i paesi della Sardegna.[3] Passare da un passaparola locale a un’infiltrazione capillare dell’intero territorio sardo necessiterà un salto qualitativo. Creerete, in ogni paese della Sardegna, grande o piccolo, delle “Isole SardoXSardi” (abbreviazione: iSXS; pronunciate iSeXS o, più facile, iSeX).[4] Saranno centri di incontro e di informazione. Organizzerete nelle iSXS incontri mensili, bisettimanali o settimanali. Con le iSXS dei paesi circostanti organizzerete incontri mensili. [5]

Il servizio ai vostri compaesani si dividerà in due parti: consigli tecnici e insegnamento didattico. La parte tecnica è semplice:

  1. Aiutare i vostri concittadini a installare e spiegare le app di GigaSardinian ed Ear2Memory.
  2. Scaricare e presentare eventuali PDF (per esempio la versione italiana di GigaSardinian per gli S3).
  3. Consigliare le persone che possiedono solo l’iPhone come acquistare un cellulare o un tablet Android, di preferenza a basso prezzo, pure usati. Notate che le app di GigaSardinian e Ear2Memory richiedono un sistema operativo 4.4 o successivo.

La parte didattica, cioè spiegare come organizzare un “autoapprendimento” efficace, è più complessa e richiederà più tempo. In particolare, dovrete

  1. Indirizzare i vostri compaesani verso i Corsi S1, S2 o S3;
  2. Chiarire il concetto fondamentale dell’autoapprendimento: lo studio solitario (nessuno starà loro dietro con la frusta in mano);
  3. Insistere sulla necessità dello studio giornaliero, possibilmente non meno di 30 minuti al giorno. “Autoapprendimento” è un semplice “fai da te”, ma un “fai da te” di tutti i giorni. Senza studio giornaliero, non si possono imparare le lingue (!!!);
  4. Insistere sulla necessità di una “disciplina di ferro”. Senza disciplina, nessuno dei vostri compaesani arriverà alla fine delle 30, 100 o 250 ore di studio.
  5. Esigere l’uso di un foglio di lavoro. Senza foglio di lavoro non avranno il controllo di ciò che hanno compiuto e di ciò che dovranno compiere l’indomani.
  6. Spiegare come studiare con uno “schema a ondate”. Lo schema a ondate è uno dei modi più efficaci per imparare una lingua.
  7. Illustrare i vantaggi colossali della ripetizione a raffica per gli S2 e S3:
    1. Capire tutte le parole;
    2. Imparare l’ortografia corretta delle parole;
    3. Avere una pronuncia più genuina.

Coinvolgete nelle vostre iSXS anche insegnanti di lingue purché

  1. Abbiano dimestichezza con i principi dell’autoapprendimento;
  2. Abbiano recentemente studiato – “autoappreso!” – nuove lingue;
  1. Abbiano una perfetta padronanza delle lingue che insegnano; [6]
  2. Siano modesti.

Insegnanti che non soddisfano questi criteri dovranno imparare i principi di autoapprendimento delle lingue con GigaSardinian e Ear2Memory. Gli unici insegnanti realmente utili per uno sviluppo rapido delle iSXS sono quelli che hanno recentemente imparato una nuova lingua da soli.[7]

Diffusione nel mondo: Centri di lingua

Le “Isole SardoXSardi” (iSXS) saranno anche la rampa di lancio del sardo verso il mondo. Come metodo di autoapprendimento, GigaSardinian è squisitamente adeguato ai bisogni dei turisti che arrivano dal Nord. In alcuni paesi (per esempio Germania, Francia, Olanda, Inghilterra), l’autoapprendimento ha una tradizione che risale anche a 100 anni fa. Difatti, se visitate una grande libreria a Parigi, troverete scaffali di 20 metri di larghezza, alti 5 piani, con manuali e CD audio per tutte le lingue. Quasi tutti questi manuali sono destinati ad adulti che desiderano imparare queste lingue da soli.

Con milioni di turisti che arrivano in Sardegna ogni anno, alcune migliaia di loro apprezzeranno di trovare delle strutture che gli insegnino un metodo di autoapprendimento della lingua sarda. Gradiranno inoltre – anzi, lo ameranno perché i turisti del nord adorano le offerte gratuite… – di scoprire che tutti i materiali didattici sono free. Pagheranno dunque solo il vostro corso di introduzione e le ore di conversazioni.

Elaborate una proposta per portare il sardo all’estero (nell’Italia del continente, in Europa e oltre) con i corsi di lingua. I corsi si terranno durante la stagione turistica – in piazza, in spiaggia, durante le escursioni. Un tipico corso “Sardo per Stranieri” a pagamento prevedrebbe, tra le altre proposte, la presentazione di GigaSardinian e Ear2Memory (app e libri gratuiti), una discussione sull’importanza di parole e verbi, e un piano di studio per il dopo-vacanza (ritorno a casa):

  1. Introduzione al metodo di autoapprendimento di GigaSardinian (servizio base, retribuito da 20€ a 50€)
  2. Incontri di conversazione – individuali o in gruppo – di 1, 2, 3 o più giorni (fonte di guadagno supplementare)
  3. Eventuali incontri a fine vacanza (ritorno dei turisti in paese)
  4. Piano di studio per il dopo-vacanza (fidelizzazione dei turisti stranieri)
  5. Pianificazione di ulteriori corsi nelle stagioni successive (ritorno dei turisti in paese)

I requisiti per la partecipazione ai corsi iSXS sono:

  • Smartphone o tablet Android (con sistema operativo 4.4 o successivo)
  • Disponibilità di studiare da soli, ogni giorno, almeno 30 minuti (meglio: 60 o 90 minuti)

 

Ecco l’esempio di un corso “Sardo per Stranieri”. Le tariffe indicate sono orientative. In alcune situazioni potrete chiedere tariffe più alte.

  • Giorno 1: Presentazione di GigaSardinian
    Durata: 2 ore
    Tariffa: 25-50€
  • Giorno 2
    Parole e verbi. Creazione di “gruppi vacanza”
    Durata: 1 ora
    Tariffa: 15-30€
  • Giorni 3 – 7
    Corsi di lettura e conversazione
    Durata: 1 ora
    Tariffa: 15-30€
  • Giorno X-2 (due giorni prima della partenza)
    Strutturazione dello studio dopo le vacanze
    Durata: 2 ore
    Tariffa: 25-50€
  • Giorno X-1 (il giorno prima della partenza)
    GigaRobinson
    Durata: 2 ore
    Tariffa: 25-50€

Vedete un piano di studio dettagliato nell’Appendice 7, pagina 251.

Anno 2025

Dove saremo nell’anno 2025? Avremo convinto un milione di persone a studiare 30, 100 o 250 ore per mesi e mesi? Avremo assistito a un sollevamento di massa per riconquistare la nostra lingua con uno sforzo colossale e quotidiano? Diciamo la verità: non si è mai visto nella storia. I sardi sarebbero i primi al mondo.

E se non ci riusciamo? Bene, in questo caso non parleremo mai più il sardo come gli spagnoli parlano lo spagnolo, i francesi il francese, i tedeschi il tedesco, e gli italiani l’italiano!

Forse non ci riusciremo mai.

(…)

E se forse sì?

Le tecnologie cambiano il mondo. È dunque altrettanto possibile che smartphone, app e libri gratuiti producano la scintilla di entusiasmo che accenderà slancio e dinamismo di cui noi sardi sappiamo essere capaci. In questo caso il paesaggio linguistico sardo sarebbe trasformato – profondamente e per sempre – prima ancora del 2025. Terra Sarda avrebbe ritrovato le sue lingue. E direte, quando più tardi racconterete l’epopea della gloriosa Riconquista: “Io c’ero!”

* * * * *

[1] Ricordiamo dal Capitolo 1: “Parlare sardo” e “capire il sardo” definiscono la capacita di capire e dire tutti i fatti della giornata dopo una giornata di lavoro o di svago.

[2] Questi dati non cambierebbero sostanzialmente se modificassimo la distribuzione dei sardofoni tra i gruppi S1, S2 e S3 (30-40-30%? 20-50-30%?). Il numero complessivo delle ore di studio ammonterebbe sempre a più di 100 milioni.

[3] Data l’ampiezza dell’impresa, ci vorrà un’organizzazione quasi militare. (“Militare”… che parola burlesca nella bocca di due antimilitaristi!).

[4] Vogliamo aspettare programmi pubblici che ci promettono ciò che NON è stato fatto negli ultimi 40 anni? Aspettare che ci venga dall’alto quello che possiamo fare dal basso? Facciamo prima noi!

[5] Ricordatevi di MAI chiedere nessun riconoscimento in cambio di ciò che farete per la lingua sarda. La Sardegna è una Terra dura – ama certo i vivi, ma preferisce a volte i morti. Qui bisogna morire per essere riconosciuti.

[6] Abbiamo conosciuto, non più tardi della primavera del 2015, uno studente della terza media di una scuola al centro di Cagliari che, per tre anni, aveva come insegnante una persona che insegnava il francese pronunciato “all’italiana”. Un crimine!

[7] Una delle calamità della Sardegna? Insegnanti incompetenti! Fortunatamente, la stragrande maggioranza degli e delle insegnanti sono preparatissimi e hanno robuste doti di didattica. Ma quanto abissali sono le lacune che osserviamo di tanto in tanto! Esistono, purtroppo, insegnanti di lingua che

  • Conoscono una sola lingua straniera (quando sarebbe auspicabili che conoscessero più lingue);
  • Non conoscono alla perfezione neanche la lingua che insegnano

Poveri studenti!